lunedì 10 novembre 2014

The end (5)

Il giorno in cui smetterò di correre e inizierò a camminare accentuando il movimento delle braccia come se corressi sarà la fine.


domenica 9 novembre 2014

9 novembre

"Era il nove novembre, la vigilia del suo trentottesimo compleanno, come avrebbe spesso ricordato in seguito.
Stava tornando a casa a piedi dopo aver cenato con Lord Henry, avvolto in una pesante pelliccia perché la notte era fredda e nebbiosa. All'angolo di Grosvenor Square con South Audley Street un uomo lo superò nella nebbia, camminando di fretta e con il bavero dell'ulster grigio rialzato. Teneva in mano una borsa. Dorian lo riconobbe. Era Basil Hallward. Una strana, incomprensibile paura, che non sapeva spiegarsi, lo assalì. Non fece segno di riconoscerlo e proseguì speditamente verso casa.
Ma Hallward lo aveva visto. Dapprima, Dorian lo sentì fermarsi sul marciapiedi e quindi inseguirlo. Dopo un istante sentì la sua mano posarsi sul braccio." (Oscar Wild, "Il ritratto di Dorian Gray")


venerdì 7 novembre 2014

Un grande, immenso casino

“Torni a casa tua, dove hai vissuto una vita, e scopri che è cambiato tutto, non riesci neanche più a trovare una cuffia per farti il bagno, qualcuno ti frega il drink, un pipistrello ti finisce in mezzo ai capelli ed è tutto un grande, immenso casino.” ( Dorothy Baker, “Cassandra al matrimonio”)


giovedì 6 novembre 2014

Cassandra al matrimonio

L’ultimo libro che ho letto l’ho scelto innanzitutto per la copertina.


Una bella copertina. Bianca, con l’illustrazione del trequarti di una donna di profilo, triste, pensierosa, forse ubriaca. La schiena inarcata, gli occhi chiusi, una mano sul fianco, è ritratta mentre avvicina languidamente una sigaretta alla bocca; elegante, le dita lunghe, le unghie rosse come la bocca, il trucco pesante, indossa un vestito verde che vorrei nell’armadio, stretto sulla vita sottile da un fiocco; a coprire le spalle altrimenti nude un golfino nero.

Poi di questo libro mi ha catturato il titolo: "cassandra al matrimonio", scritto tutto minuscolo come piace fare a me – anche se trovo il “coraggio” di scrivere tutto minuscolo solo nelle mail, e neanche in tutte...
Cassandra che va a un matrimonio? La Cassandra che ho in mente io, la figlia di Priamo che prevedeva sventure a destra e a manca, che va bel bella a un matrimonio? L’idea mi è parsa interessante.
Da ultimo mi ha incuriosito la scrittrice, che non conoscevo: Dorothy Baker, americana, morta negli anni Sessanta.

Alla fine mi è andata bene. Perché, oltre ad avere una bella copertina e un titolo intrigante, “Cassandra al matrimonio” è un buon libro.
La trama è lieve, non esiste intreccio: in duecentocinquanta pagine si racconta il rapporto tra due sorelle gemelle che entra in crisi perché una (Judith) decide di sposarsi e l’altra (Cassandra, guarda caso) è gelosa, preoccupata, delusa e amareggiata dalla scelta, a suo parere convenzionale e destinata a finire male. Sullo sfondo un ranch ai confini del deserto, un weekend, una piscina, un’estate calda, due vestiti uguali, un padre intellettuale che passa il tanto tempo libero a bere e a parlare di filosofia, una nonna che vorrebbe una vita “normale”, una grande assente, una borsetta bianca lunga e stretta piena di pillole che non si trova più…
Di questo libro, che ho letto con piacere e velocemente, mi ha colpito soprattutto la padronanza che la Baker ha della scrittura, una padronanza che mi impressiona. I flussi di parole, le frasi, i dialoghi  non le sfuggono mai di mano. Che bello e che brava.
“Cassandra al matrimonio” è l’ennesima conferma che la letteratura americana della prima metà del secolo scorso è ciò che fa per me.

mercoledì 5 novembre 2014

The end (4)

Il giorno in cui laverò i capelli senza fare la doccia sarà la fine.


lunedì 3 novembre 2014

Il bello della vita secondo me (19)

C dopo la boxe.
Il viso rosso.
La schiena dritta.
Le spalle larghe.
Gli occhi felici.
Il bello della vita secondo me.