Alle sette ho aperto gli occhi e nell’aria c'era odore
di sigaretta.
Ho pensato tra me e me: “stanotte un fantasma si è aggirato
nella mia stanza e ha lasciato traccia di sé”. Sarà stato il
fantasma di mio padre che mi ha fatto visita mentre dormivo?
Un nonno che spinge il nipotino sull’altalena e canta: “mi
basta il tempo di morire fra le tue braccia così, domani puoi dimenticare,
domani… ma adesso, adesso dimmi di sì”.
Il bello della vita secondo me.
“Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta che
infiniti addusse lutti agli Achei”, declama improvvisamente e teatralmente S
per la strada, tornando a casa da scuola.
F, che ha sei anni e le cammina al fianco, la ascolta e poi le
chiede serio: “è inglese?”.