lunedì 11 gennaio 2016

Ashes To Ashes

Oggi è un brutto giorno. Non c’è luce, piove ed è morto David Bowie
Ashes to ashes.


domenica 10 gennaio 2016

Peccato che sia stato tutto così veloce

“Non mi sento particolarmente felice e sicuramente non sono euforico; avverto come un vuoto. Sotto il progetto, che ha dominato per tre anni quasi tutti i miei pensieri e sul quale si sono concentrati tutti i miei sogni e le mie speranze, in un attimo ho tracciato un “segno di spunta”. Fatto. Risolto.
Neanche per un secondo mi passa per la testa che la salita in libera del Torre è sicuramente il mio più grande successo alpinistico. Avverto solo il vuoto che improvvisamente mi pervade, adesso, nel momento del successo, della gioia auspicata, della festa, del ballo. Forse ci si sente così di fronte a un figlio che ha portato a termine un capitolo della sua vita e della sua formazione. Bello essere arrivati qui. Però peccato che sia stato tutto così veloce.” (David Lama, “Free. Il Cerro Torre e io”)


sabato 9 gennaio 2016

giovedì 7 gennaio 2016

domenica 3 gennaio 2016

Proposito per l’anno nuovo

La signorina Emme aveva l’abitudine di iniziare l’anno nuovo stilando un elenco dei propositi che avrebbe cercato di realizzare nei circa trecentosessanta giorni successivi. Andare sempre bene a scuola, andare a trovare più spesso sua nonna, imparare a giocare a tennis benissimo, correre dieci chilometri tre volte alla settimana, chiamare suo padre, trovare un nuovo fidanzato, perdere cinque chili, non lamentarsi, non litigare con nessuno, visitare il Cenacolo, fare più sesso, andare al cinema tantissimo, leggere tantissimo, visitare tantissime mostre, smettere di parlare, cercare nuovi amici… per citarne solo alcuni. 
Qualcuno di questi propositi lo aveva realizzato, come smettere di parlare. Altri (tanti) no.
Il 2016, però, iniziò diversamente. Per quell’anno la signorina Emme si appuntò sul taccuino nero un’unica apparentemente semplice frase: vivere e lasciar vivere. Ce l’avrebbe fatta?

(foto di Nina Leen)

sabato 2 gennaio 2016

Tensione

Ultimamente le capitava troppo spesso per non rifletterci sopra e prendere delle decisioni.
Quando le persone intorno a lei scherzavano senza fare attenzione, senza voler fare attenzione o senza fare abbastanza attenzione, si creava tensione, una tensione strana, che la signorina Emme percepiva bene ma gestiva male, e che alla lunga la stancava. 
Aveva provato a stare al gioco, a recitare la sua parte e provare a scherzare; aveva provato ad andarsene sul più bello; aveva provato a non smettere di sorridere; aveva provato a cambiare discorso; aveva provato a far finta di niente; aveva provato a reagire. Ma non era servito a nulla. La (sua) tensione non si abbassava. Forse sarebbe meglio starmene sola, pensava, ma prima avrebbe fatto un ultimo tentativo: avrebbe provato a smettere di parlare.
(disegno di Geoff Mcfetridge)