L’altra sera ho visto “Cenerentola” di Kenneth Branagh coi
miei figli e con gli amici e adesso, caro lettore, mi piacerebbe trovare dei
motivi per spingerti ad andare al cinema a vederlo. Ma non ci riesco. Perché ho trovato
questo film inutile. Per undici ragioni che scrivo veloce veloce:
- perché nel nuovo film della Disney non c’è nessun elemento di novità e quindi di modernità rispetto alla storia tradizionale (F, finito il film, mi ha detto: “mamma, se mi leggevo il libro o mi riguardavo il cartone, sarebbe stato uguale, con l’unica differenza che Cenerentola e il principe si incontrano prima del ballo, nel bosco”).
- Perché il film è piatto e noioso, non fa ridere, non emoziona, non è divertente, non è arguto mai.
- Perché i costumi sono belli, solo belli.
- Perché la musica è noiosa.
- Perché la matrigna (Cate Blanchett) e le sorellastre hanno i capelli rossi, mannaggia.
- Perché, mentre guardi il film, sei lì che speri che arrivi la trovata, il guizzo che ti sorprende perché non ci credi che il film possa essere così noioso e senti tutto il tempo che ci potrebbe anche stare un elemento di novità e lo aspetti con curiosità, e invece niente, niente di niente.
- Perché, anche se Kenneth Branagh è bravo e ha svolto il suo compito in modo elegante, tu pensi “per favore, quando c’è da riportare sullo schermo favole classiche, sentite e viste centinaia di volte, diamo spazio ai più giovani”.
- Perché guardi il film e continui a pensare che forse ti sta sfuggendo qualcosa e che sei tu che non stai afferrando la bellezza della favola e del film, e non è bello.
- Perché Cenerentola è “gentile e coraggiosa” come le ha detto di essere la mamma in punto di morte, e questo è un buon messaggio, soprattutto per le ragazzine. Ma che palle.
- Perché alla fine Cenerentola si gira e dice alla matrigna “ti perdono”, ma non ce ne era bisogno e ti viene da dire “buhhhhh” col pollice verso.
- Perché l’unica cosa che mi è rimasta in testa è la risposta che Cenerentola dà al principe quando lui, nel bosco, le chiede perché si fa trattare così male dalla matrigna e dalle sorellastre e lei risponde più o meno con queste parole: “mi trattano così perché è così che sono capaci”. Troppo poco.
ps: “Biancaneve” del regista indiano Tarsem Singh, con Julia
Roberts nel ruolo della matrigna e la figlia di Phil Collins nel ruolo di
Biancaneve, rimane per me la miglior rivisitazione cinematografica di una
favola classica. Divertente, modernissimo, colorato, ironico, abbagliante, super
veloce, ecc ecc.
