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mercoledì 3 settembre 2014

Silenzio

Incorniciato su una parete bianca della casa museo di Hermann Hesse a Montagnola, sopra Lugano, ho trovato questo pensiero.

Le parole di Meng Hsia
“Quando uno è ormai vecchio
e ha compiuto il suo dovere
gli è concesso, nel silenzio,
stringere amicizia con la morte.
Non ha bisogno degli altri,
ne ha visti abbastanza,
ormai li conosce bene.
Ciò di cui ha bisogno è il silenzio.
Non è decoroso
andare a trovarlo,
rivolgergli la parola e tormentarlo
con le chiacchiere.
Alla porta della sua dimora conviene
passar oltre,
come se fosse l’abitazione
di nessuno.”

Hermann Hesse non è tra i “miei” scrittori. Non lo è mai stato, nemmeno quando ero giovane. Per colpa mia, del mio materialismo, della mia scarsa propensione alla spiritualità e alla religione.
Ma il pensiero che Hesse ha conservato come un quadro nella sua casa in Canton Ticino lo condivido. Perché è proprio così che vorrei trascorrere la fine dei miei giorni.
Silenzio.
Solo silenzio.
Nel silenzio prepararmi.
Nel silenzio stringere amicizia con la morte.


lunedì 21 luglio 2014

Fantasmi

Quella notte mia nonna morì. Il suo corpo sarebbe stato cremato. Dopo. Prima, per un giorno e una notte, sarebbe rimasto nella casa dove aveva vissuto per tanti anni. All’ultimo piano di un bel palazzo con vista sul parco.
Nel pomeriggio decisi di stare con mia madre e di dormire lì, a casa di mia nonna, con mia madre e con mia nonna. Mia madre avrebbe dormito nella cameretta che era stata di mio zio; io avrei dormito in soggiorno, in un letto improvvisato fatto coi cuscini delle vecchie poltrone di mia nonna che odoravano di lei. Mia nonna era nella sua camera, morta nel letto dove era morta.
Ricordo che era sera e guardavo la televisione, mia madre stava leggendo a letto. Spensi pensando di voler dormire. Ma ero agitata. Al di là della parete c’era mia nonna. Morta.
Non avevo abbassato le tapparelle. Non lo facevo mai, nemmeno a casa mia. Ricordo che prima di addormentarmi ebbi fortissimo la percezione di vedere un’ombra iridescente attraversare veloce il balcone buio. Proveniva dalla portafinestra della camera di mia nonna. Sentii freddo. Mi convinsi di aver visto l’anima di mia nonna che abbandonava il corpo per raggiungere l’aldilà.
Avevo da poco conosciuto C. Al collo portava una piccola croce di legno, mi parlava di Gesù e ogni tanto riusciva a portarmi a messa. All’università studiavo Dante e leggevo Manzoni. Ero giovane.