"Era (...) una mattina come tante altre. Il cielo, fuori, si manteneva grigio e uniforme. Ma lui si sentiva bene.
Le prossime ore non gli pesavano né gli facevano paura di nessun genere i giorni successivi. Né il grande futuro. Il telefono taceva. Dorigo era tranquillo, le cose gli andavano. Vestito di un completo grisaille, camicia bianca, cravatta in tinta unita rosso magenta, calze pure rosse, scarpe nere lavorate, quasi che.
Quasi che tutto dovesse continuare come era continuato fino allora, fino a quel giorno di febbraio, che (...) portava il numero 9. Tutto sicuro e propizio per un borghese nel pieno della vita, intelligente, corrotto, ricco e fortunato." (D. Buzzati, "Un amore")
domenica 9 febbraio 2014
sabato 8 febbraio 2014
venerdì 7 febbraio 2014
Lampo di genio
L’altra sera ho avuto un’illuminazione.
Improvvisamente ho capito qual è il problema che affligge il Paese. “Caspita, che megalomane!” starete pensando. Ma – insisto - credo di averlo capito. È che nel nostro Paese troppe persone, davvero troppe, non riescono a stare a proprio agio nel proprio tempo. Bella vero?
Ok, lo confesso: la troppo intelligente riflessione non è mia, purtroppo. Ma di Umberto Contarello, co-sceneggiatore con Sorrentino de “La Grande Bellezza”, il film candidato all’Oscar con Toni Servillo. E la stessa identica riflessione l’ho ritrovata tra le pagine di un libro che ho appena letto: “Il desiderio di essere come tutti” di Francesco Piccolo.
Mi domando: io sto a mio agio nel mio tempo?
Mi rispondo: direi di sì.
Mi domando: gli scout stanno a proprio agio nel proprio tempo?
Mi rispondo: boh.
mercoledì 5 febbraio 2014
Le case degli altri
Quando entro in una casa e non ci sono libri mi sento a
disagio.
Quando entro in una casa e tra gli scaffali trovo i miei libri preferiti mi sento sollevata.
Quando entro in una casa e sento profumo di cibo buono mi sento bene.
Quando entro in una casa e tra gli scaffali trovo i miei libri preferiti e sento profumo di cibo buono mi sento una snob di merda.
Quando entro in una casa e tra gli scaffali trovo i miei libri preferiti mi sento sollevata.
Quando entro in una casa e sento profumo di cibo buono mi sento bene.
Quando entro in una casa e tra gli scaffali trovo i miei libri preferiti e sento profumo di cibo buono mi sento una snob di merda.
martedì 4 febbraio 2014
Passione che viene, passione che va
Ho
trascorso un periodo della mia vita fagocitando articoli e libri sugli “anni di
piombo” nel tentativo di capire perché tanti ragazzi decisero di passare alla
lotta armata. Poi, per mesi, mi sono immersa nello studio della Beat Generation. Ho letto
saggi, romanzi e poesie immaginando di viaggiare per l’America in compagnia di Fernanda
Pivano ed Ettore Sottsass. Adesso è il momento dell’alpinismo. Compro libri di
montagna, li prendo in prestito in biblioteca, guardo film e documentari, e
sogno di arrivare in cima al Cerro Torre, di guardare giù e di fare una
pernacchia a Cesare Maestri; sogno di “fare neve” con Simone Moro sul Nanga
Parbat d’inverno, di respirare aria sottile avanzando lentamente verso la
piramide sommitale dell’Everest, mano nella mano di Reinhold Messner e con in
cuffia i Massive Attack a palla. Passione che viene, passione che va.
Ma la
verità è dura e diversa. La verità è che sono per la non violenza, anche se
l’idea della rivoluzione mi appassiona e i rivoluzionari mi attraggono
tremendamente; la verità è che parlo un inglese sgangherato che pochi capiscono,
anche se mi piacerebbe leggere le poesie di Allen Ginsberg in lingua originale mentre
viaggio per il mondo; la verità è che soffro di vertigini e che a duemila metri
ho già la tachicardia, anche se amo andare in montagna, e mi basta guardarla
da lontano per emozionarmi così tanto. Passione che viene, passione che va.
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lunedì 3 febbraio 2014
Genitori e figli
“È
anni dopo, è quando tuo figlio (l’angelo inetto che ti faceva sentire dio
perché lo nutrivi e lo proteggevi: e ti piaceva crederti potente e buono) si
trasforma in un tuo simile, in un uomo, in una donna, insomma in uno come te, è
allora che amarlo richiede le virtù che contano. La pazienza, la forza d’animo,
l’autorevolezza, la severità, la generosità, l’esemplarità… troppe, troppe
virtù per chi nel frattempo cerca di continuare a vivere.” (M. Serra, “Gli
sdraiati”)
domenica 2 febbraio 2014
T’infilo!
Ho appena saputo che Philip Seymour Hoffman è morto.
Lo ricordo esilarante e bravissimo persino in una commediola del cavolo come “… E alla fine arriva Polly”. Mi sono andata a rivedere la scena della partita di basket che è talmente demente da essere geniale.
Davvero un grande. Che peccato.
Lo ricordo esilarante e bravissimo persino in una commediola del cavolo come “… E alla fine arriva Polly”. Mi sono andata a rivedere la scena della partita di basket che è talmente demente da essere geniale.
Davvero un grande. Che peccato.
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